VINILE VS DIGITALE: CHI VINCE LA GUERRA DEL MIX?

Vinile vs digitale: chi vince la guerra del mix?

 

Con l’avvento del digitale negli anni ’90, il vinile sembrava destinato a diventare un oggetto obsoleto, da tenere in cantina insieme all’altrettanto inutile giradischi. E invece negli ultimi anni sta sorprendentemente conoscendo una seconda gioventù: dato per spacciato, ha alzato la testa e si è rimesso in competizione con il mondo dei cd e degli mp3, riconquistando fette di mercato sempre più importanti in tutto il mondo.

Così in Inghilterra, nel 2016, per la prima volta il valore economico della vendita dei vecchi 33 giri ha superato quello della musica digitale, un sorpasso che ha a che fare con una passione per il vintage, ma anche con la qualità del suono di questo supporto e la modalità con cui puoi mixarlo se sei un dee-jay.

Il fascino del vinile

A livello di ascolto, il disco in vinile ha un suono più caldo: morbido sui bassi, dolce sui medi e aperto sugli alti, molto diverso dall’effetto sonoro più appiattito tipico del digitale. E poi ha sicuramente un formato più seducente: la copertina, il retrocopertina, la foto gigante nel mezzo, le illustrazioni, i testi e quella fisicità che è quasi magica.

Anche l’utilizzo del giradischi, obbligatorio per ascoltare un vinile, impone un diverso rispetto della musica: devi posare la puntina sui solchi con delicatezza, non puoi certo saltare selvaggiamente da un pezzo all’altro semplicemente sfiorando il touchscreen del tuo telefono!

Se poi sei un dj, quando suoni un vinile non puoi sicuramente usare il “sync”, quel tasto presente nella maggior parte dei software di mixaggio digitale (Traktor, Virtual, Serato etc) che ha la funzione di “mettere a tempo” le due tracce che si stanno mixando. Come si suol dire, qui casca l’asino, perché la vera arte del mixaggio manuale si può esprimere solo con il vinile…

Un dj set con i vinili è tutta un’altra faccenda…

Vinile vs digitale: chi vince la guerra del mix?

Per Alfeo, resident dj della Rambla Natural Beach non ci sono dubbi: solo mixando con i vinili può uscire fuori la caratteristica personale di un dj.

“Quando si mixa con apparecchiature che mettono le battute a tempo, si perde l’anima del dj”, ci ha detto Alfeo, spiegando le differenze tra l’uso di un supporto e l’altro quando si va al mixer. “Suonare un set con i vinili, dà al dee-jay la possibilità di metterci davvero del suo, di ‘lavorare’ la musica. Lo studio delle battute delle tracce scelte, il modo di fonderle insieme, magari anche sbagliando e non raggiungendo la perfezione di uno strumento digitale automatico: è proprio questo il bello, che non sia tutto sintetico, tutto finto.”

Effettivamente il vinile è un supporto vivo, in cui la musica subisce le influenze del mondo circostante: il calore della puntina, ogni singolo granello di polvere che si posa sui solchi e che può cambiare il suono. “Mixare con il sole in spiaggia, il vento, la salsedine, diventa una vera sfida: tutto è più difficile – continua Alfeo – però stai facendo un vero live, con tutta la bellezza degli imprevisti e delle variabili di un’opera umana!”

Alfeo e Rambla: un incontro “Natural”

Alfeo ne sa qualcosa di live: si è innamorato della musica quando era ancora bambino, grazie al nonno e al suo impianto pazzesco comprato in America, su cui suonava classici, come valzer o rock. Ha ereditato l’impianto e già a diciassette anni maneggiava vinili quotidianamente.

Però è stato l’avvento della musica house a fargli capire che il mixer sarebbe stato la sua strada per sempre. Il brano che gli ha cambiato la vita è Notice me” di Sandee: da allora non si è più fermato, lavorando in tantissimi stabilimenti di Fregene – dove ha sempre vissuto – cominciando a fare aperitivi e dando il cambio a dj importanti.

L’incontro con Carlo e Paolo e la loro filosofia Natural, ha dato origine a un colpo di fulmine professionale. Il desiderio di Carlo e Paolo di fare della Rambla un luogo ideale, uno spazio dove vivere un’esperienza assolutamente unica, fatta di naturalezza, relax, spensieratezza e voglia di essere se stessi senza stress, si è sposato con quello di Alfeo di regalare le stesse emozioni attraverso la musica.

Così la Rambla è diventata casa per Alfeo: resident dj ormai da 5 anni, lo trovi ogni giorno in spiaggia al Vitamin Bar dalle 18 fino al tramonto e poi ancora dopo cena. Con una certezza: quella dell’eccellenza e del calore dei suoi mix, conditi da vinili, anima e tanta passione!

-A cura di Flavia Rodriguez-

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